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L’IMPORTANZA DEGLI ADDITIVI ALIMENTARI Nonostante siano associati all’epoca moderna, gli additivi alimentari sono utilizzati da secoli. La conservazione del cibo, infatti, è una necessità molto antica, come dimostrano l’uso del sale e dei nitrati per conservare la carne e dell’aceto per le verdure. I cuochi usavano comunemente il bicarbonato di sodio per far lievitare i prodotti da forno, gli addensanti per le salse e i sughi, ed i coloranti (come ad esempio la cocciniglia per gelati, ghiaccioli, caramelle, ecc.). La preparazione e la conservazione degli alimenti sono due obiettivi che accomunano la cucina tradizionale e l’industria, differiscono solo i metodi. Oggi noi dipendiamo da un ristretto numero di persone in grado di fornire prodotti alimentari alla vasta popolazione, in gran parte urbana. La percezione negativa collegata agli additivi alimentari si è accentuata a causa del cambiamento della regolamentazione delle etichette avvenuto negli anni Ottanta, quando è stato introdotto l’obbligo di indicare ogni singolo additivo nella lista degli ingredienti della maggior parte degli alimenti preconfezionati. Fino ad allora, gli additivi erano raggruppati in categorie che ne indicavano la funzione nell’alimento, ad esempio: conservanti, antiossidanti, coloranti. Questa nuova regolamentazione dell’etichettatura ha portato alla comparsa di lunghe liste di nomi chimici e di un nuovo sistema di codificazione che ha visto apporre la lettera "E" prima dei numeri corrispondenti all’elemento. Questa nuova codifica, aveva lo scopo di facilitare ai consumatori l’identificazione degli additivi, e di assicurare che questi elementi avessero passato i controlli di sicurezza imposti dalla Comunità Europea. L’interesse dei consumatori fu acceso dalla comparsa di numerosi articoli della stampa sensazionalistica sull’effetto dannoso di tutti gli additivi "chimici", i cui presunti effetti collaterali andavano dall’ iperattività alle malattie croniche. Tuttavia questa campagna "anti-additivi" sortì un effetto positivo: le industrie alimentari fecero un attento esame del loro utilizzo d’additivi, cercando di eliminarli o di minimizzarne l’utilizzo. Contemporaneamente si è assistito ad un aumento dell’offerta d’alimenti freschi ed ad un maggiore utilizzo delle tecniche di refrigerazione e di congelamento come metodi di conservazioni alternativi. Oggi, l’uso degli additivi alimentari è strettamente regolamentato e sottoposto a costanti controlli di sicurezza. Gli additivi alimentari consentiti sono classificati in diverse categorie secondo la loro funzione ed ognuno ha un nome identificativo preceduto da una "E", che ne indica l’approvazione da parte dell’Unione Europea. Ad esempio, la serie degli E100 è attribuita ai coloranti, gli E200 ai conservanti, gli E300 agli antiossidanti, e gli E400 agli emulsionanti, addensanti e gelificanti. Come accade per tutto ciò che riguarda l’ambito alimentare, è importante mantenere una certa obiettività, ed assicurarsi che le informazioni sugli additivi siano accurate e aggiornate. Gli additivi alimentari giocano un ruolo molto
importante e necessario; è grazie al loro uso, infatti, che le derrate
alimentari sono più sicure, più sane, più convenienti e più
abbondanti. ° Garantire sicurezza e igiene ° Migliorare la conservazione ° Aumentare la disponibilità dei prodotti in tutte le stagioni ° Migliorare e/o mantenere il valore nutrizionale dei cibi ° Migliorare l’appetibilità ° Facilitare la preparazione degli alimenti
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