L'Euro entra in pizzeria
ovvero
Dopo sessant'anni ritornano i centesimi
da Pizza e Pasta 2/99 - di Alessandra Zecchinon

L'Euro in breve
Dal primo gennaio 1999 l'Euro è la moneta unica europea. Il suo utilizzo immediato
riveste un significato politico ed un valore simbolico. Dal 4 gennaio è quotato sui
mercati valutari internazionali. Già da ora è espressa in Euro l'essenziale della massa
monetaria degli undici Stati europei che vi partecipano (Austria, Belgio, Finlandia,
Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna). Nel
corso della prima fase, l'attuale, l'Euro è solo una moneta scritturale, in quanto le
banconote in Euro saranno messe in circolazione fra tre anni. Il passaggio anticipato al
suo uso, anche se circoscritto, permetterà agli Europei di familiarizzarsi con i prezzi
ed i valori in Euro prima che il SEBC (Sistema Europeo di Banche Centrali, con sede a
Francoforte sul Meno), garante della stabilità della nuova moneta, immetta
progressivamente in circolazione le banconote in Euro, ritirando allo stesso tempo quelle
in valuta nazionale.
Cos'è effettivamente cambiato dal 1° gennaio 1999
Il 31 dicembre 1998 è stato fissato il tasso definitivo di conversione tra l'Euro e le
monete degli undici Stati partecipanti. Per l'Italia, è di
Lit 1.936,27 per 1 Euro. Dal 1° gennaio 1999, l'Euro essendo diventato ufficialmente la
moneta unica europea, le monete nazionali degli Stati partecipanti non esistono più come
monete di diritto, ma solo come suddivisione dell'Euro, al pari del pfennig per il
deutsche mark, il penny per la sterlina o il centesimo per il franco; esse non sono più
quotate sui mercati valutari e sono, pertanto, al riparo dalle devastanti speculazioni del
passato. Anche la massima autorità monetaria è cambiata: da noi, la Banca d'Italia, come
le Banche Centrali degli altri undici Stati, ha trasferito al SEBC non solo le riserve
valutarie ma anche le sue principali prerogative in materia di governo della moneta. La
nostra zecca ha già incominciato a coniare le monete Euro.
Banconote e moneta scritturale
Il principio che regola la prima fase sancisce la libertà di scelta per ciascun europeo
di utilizzare dal 12 gennaio di quest'anno l'Euro o la valuta nazionale. Nel commercio, i
prezzi dei prodotti possono essere espressi sia in lire che in Euro; i pagamenti in
contanti avvengono da noi ancora in lire, ma con assegni, carte di credito o Bancomat è
già possibile effettuarli in Euro, se il commerciante è d'accordo.
Tutte le transazioni, che non implicano l'uso di biglietti di banca, possono fin d'ora
essere espresse in Euro: accrediti o addebiti in conto corrente, finanziamenti, risparmio,
incassi commerciali, affitti, polizze assicurative. Saranno espressi in Euro tutti i
Titoli di Stato, compresi quelli già esistenti. I Bot, Btp e Cct saranno emessi solo in
Euro. Le Borse Valori e il Sistema Bancario si sono convertirti all'Euro fin dal 4 gennaio
1998. Diverse società finanziarie e assicurative già da tempo inviano alla loro
clientela fatture espresse nelle due monete. Molti esercizi commerciali hanno
spontaneamente adottato la doppia esposizione dei prezzi della merce messa in vendita.
Nelle buste paga e nelle bollette figureranno le lire ed il loro controvalore in Euro.
Il SEBC sorveglia il processo di passaggio alla moneta unica nel settore creditizio e
finanziario e assisterà i settori economici a preparare questa transizione.
Cosa cambierà il I° gennaio 2002
A partire dal l° gennaio 2002, le monete e le banconote in Euro sostituiranno
gradualmente le monete e le banconote nazionali, che saranno ritirate dalla circolazione
entro il P luglio 2002. A decorrere da tale data, le monete nazionali non saranno più
valide per l'uso quotidiano, ma le vecchie banconote (non le monete) potranno essere
comunque cambiate in banconote Euro presso le filiali della Banca d'Italia per un periodo
sufficientemente lungo.
Come entrerà l'Euro nelle pizzerie
Come abbiamo visto, fino al 12 gennaio 2002 l'Euro può anche starci fuori.
Ignorarlo, cioè evitare la doppia prezzatura per i prodotti offerti ai
consumatori durante la fase transitoria, potrebbe però procurare, in futuro, seri
inconvenienti di gestione ai pizzaioli. I prezzi nelle pizzerie sono piuttosto contenuti e
l'uso dei centesimi, a cui non siamo più abituati, potrebbe creare qualche disfunzione
nelle fatturazioni. Pertanto, anche i pizzaioli hanno interesse ad allenarsi all'uso della
nuova moneta, imparando a calcolare correttamente in questa il valore commerciale dei
prodotti che acquistano e mettono in vendita.
Come operare la conversione e norme di
arrotondamento
La conversione di monete nazionali in Euro darà un risultato che comporterà più cifre
decimali, poiché sono stati decisi tassi di conversione a sei cifre. Gli arrotondamenti
sono soggetti a norme precise: fino alle centinaia più vicine, per eccesso o per difetto.
Quando la conversione determinerà un risultato esattamente a metà tra due centinaia,
l'arrotondamento sceglie l'unità superiore. Per convertire in Euro delle lire occorre
semplicemente dividere l'importo in lire per il tasso fisso di conversione e arrotondare
il risultato alle centinaia più vicine.

Nell'esempio che segue, 10.010 lire sono convertite in Euro al tasso di conversione che
è, come precisato più sopra, di Lit 1.936,27 per 1 Euro:
10.010 : 1.936,27 = Euro 5,169734,
arrotondati: Euro 5,17 (centinaio più vicino)
Per convertire gli Euro in lire, basta semplicemente moltiplicare l'importo in Euro per il
tasso fisso di conversione, arrotondando il risultato alla lira più vicina. Operazione
inversa della precedente:
Euro 5.17x 1.936,27= 10.010,51591ire,
arrotondate a 10.011, in quanto lo 0,5 è esattamente la metà della lira.
Come si vede, non è complicato. Basta farci l'abitudine e, soprattutto, tenere d'occhio
l'arrotondamento dei centesimi: essi nascondono molte delle nostre lire attuali.

Come dovrebbe presentarsi un listino prezzi nelle pizzerie
|