Lo stipendio del pizzaiolo

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Iscritto: 08/03/2010
Lo stipendio del pizzaiolo

Una recente inserzione di un ristoratore all' estero (inutile fare il nome, di esempi ce ne sono troppi) offriva un posto lavoro ad un pizzaiolo. L'inserzione era abbastanza esplicita ed a parte lo stipendio da concordare le caratteristiche del lavoro erano quasi tutte elencate. Quasi, appunto.

La pizzeria e' provvista di un forno a legna tradizionale, ovvero senza piana girevole. Chi e'  pratico del mestiere sa che questo tipo di forno e'  quello che richiede una professionalita' specifica che si acquisisce attraverso anni di gavetta. 

L'orario di lavoro e' cosi' strutturato: 4 ore la mattina, 6 ore la sera. Inoltre, fuori da questo arco bisogna trovare anche il tempo per la preparazione della linea. Questo rituale si ripete 6 giorni alla settimana. Un orario spalmato in questo modo in una giornata lascia evidentemente credere che la pizzeria faccia degli ottimi numeri, altrimenti la linea la si farebbe durante le 10 ore di lavoro ufficiali. Quindi si suppone che si parta dalle almeno 100-120 pizze durante la settimana per arrivare alle 180-220 nel fine settimana. Considerato che il prezzo della margherita e' di 7.50 euro si puo' ben immaginare quanto incassi il ristorante con il solo lavoro della pizzeria e soprattutto del pizzaiolo.

Ho telefonato per saperne di piu'. L'unica cosa che mancava nell'inserzione era lo stipendio. Il ristoratore, come del resto la maggior parte dei suoi colleghi si e'  subito lamentato di aver spesso a che fare con dei cialtroni che arrivano dicendo SO FARE TUTTO per poi non saper fare niente. Purtroppo pero' solo un cialtrone che non ha idea di come funzioni questo lavoro puo' accettare una proposta del genere per m1400 euro al mese. Questo e' un lavoro che vale almeno 2700 euro netti al mese, ma se non si e' disposti a pagare questa cifra per questo tipo di lavoro, allora il ristoratore in questione avra' sempre a che fare con ciarlatani che alla lunga sputtaneranno il nome della pizzeria. E solo dopo, dunque dopo aver rovinato l'immagine del ristorante il lavoro sara' adeguato all'offerta. 

Caro ristoratore, ti conviene risparmiare sul pizzaiolo ovvero su colui che porta l'acqua al tuo mulino?

Marana Forni
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Iscritto: 16/01/2016
Non credo... Più si

Non credo... Più si sputtanerà, minori saranno gli incassi e sempre meno vorrà pagare il pizzaiolo. Se sapesse fare il tuo ragionamento lo avrebbe già fatto.

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Iscritto: 09/12/2016
purtroppo il mercato è inflazionato

Purtroppo oggi per gli imprenditori è troppo facile trovare manodopera a basso costo, allora un imprenditore pensa perché dare 100 ad uno quando posso dare 30 ad un altro magari ne prende 3 per 90 e sono a posto pure se magari non sono esperti il lqvoro di uno solo lo fanno e magari pure meglio. Questa è l Italia di adesso.
Ps io non sono un riatoratore ma un semplice operaio pizzaiolo.

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Iscritto: 15/10/2011
requiem, un mio post

requiem

  ave rigagian gia' diverso tempo fa denunciai una situazione di progressivo imbarbarimento  e declassamento del nostro lavoro. quali le cause? ogniuno ha le proprie opignoni le mie sono queste:

1) quante scuole di formazione ci saranno tra quelle associative , quelle private , quelle albergiere, di apprendistato , ecc? diciamo 300?x una media di 5 neo pizzaioli licenziati al mese (nell'ultimo corso che ho fatto  c'erano 12 corsisti...) x 4 mesi fanno  6000 aspiranti o neo pizzaioli all'anno . dalle domande che  i neo diplomati fanno sul forum possiamo anche renderci conto del livello di preparazione .  ora questa orda di volenterosi e spesso ainoi di bisognosi a cui si associano altre migliaia di  avventurieri  , caricati da messaggi del tipo "pizzaiolo un lavoro di sicuro successo ....ad alta ricollocabilita'....di elevato riscontro retributivo... "ecc si fiondano e si sono fiondati gia' ormai da 18 aani sul mercato.RISULTATO??al crescere dell 'offerta diminuisce la domanda e per corollario diminuiscono le paghe, i trattamenti , la qualita' perfino  delle postazioni di lavoro... morte dell'artigiano professionale formato in anni di gavetta e esperienze ma dalle paga proporzionata, abbassamento della qualita' del prodotto e relativa standardizzazione ,cioe' è calata la qualità generale delle pizze prodotte  con i
sole di eccellenza sempre piu' rare e pizze all' uranio sempre piu' uguali.

2) personale proveniente da paesi dove la paga minima e' di 350 eu o giu' di li .vengono da noi con la speranza nel cuore e appena vedono un lavoro da 1000, 800 eu vedono l'eden  e giu' di testa salvo poi dopo qualche tempo andare a vivere nelle barachhe o in 15 in mini appartamenti per poter mandare qualche soldo a casa o molto piu' spesso lasciano perche si rendono conto di essere  troppo sfruttati. ma giacchè l'immigrazione clandestina e non nel nostro paese è massiccia (siamo arrivati a 4,3 milioni) furi uno avanti un altro....

3) nell 'immaginario collettivo siamo ancora visti come ho già precedentemente fatto notare quali rutilanti pulcinella che fanno volare pizze da tutte le parti in un clima perennemente carnevalesco ,quasi un' attivita' circense, persone perlopiu' venute dal basso .( un giono al lavoro un cliente mi apostrofo con un sardonico "tho un pizzaiolo che  si sa esprimere "... ) . un professionista del nostro lavoro e anche non pui' tanto giovane fu preso a scappellotti de in presentatore televisivo davanti a milioni di telespettatori immagino si sarebbe potuto permettere una cosa del genere con vissani...cheff? pasticceri? panettieri? un altro passo ,basta guardarli all'opera nelle fiere o nelle riprese televisive, nelle manifestazioni di categoria .semidei  e prime donne della ristorazione intoccabili e rispettatissimi...dobbiamo cambiare, per il nostro bene , l'immagine oggi ha un peso preponderante nella professionalita', di chiunque.le scuole poi non ne parliamo ho frequentato un  breve corso da pasticcere: un altro pianeta, poi tutti tiratissini, a specchio ,vestiti di bianco....molte cose dobbiamo cambiare per il nosrto bene e della categoria tutta.

DULCIS IN FUNDO : tutte queste disfunzioni vanno a vantaggio di un unica beneamata categoria ,i titolari di pizzeria , questi si sono scatenati in una  corsa al ribbasso delle spettanze retributive e contrattuali , paraventandosi troppo spesso dietro la parola crisi o dietro l'idea malata  che vista la sovrabbondante disponibilita' di personale è meglio essere sfruttati che stare a casa a girarsi i pollici, salvo poi cercare un pizzaiolo capace da porre  alcapezzale di un locale desertificato da questo modo malato e imprevidente di vedere e gestire le cose, arrivando perfino ad  inalberarsi in punta di piedi , erigendo pire da santa inquisizione e battendosi il pettoalla richiesta di un ONORARIO proporzinato alla professionalità di un artigiano .pace e prosperita'.....