impasto caputo blu

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Iscritto: 13/02/2017
impasto caputo blu

Ciao a tutt*, 

innanzitutto sento di dovervi ringraziare per il vostro tempo, la vostra pazienza e la vostra generositá nel condividere conoscenze ed esperimenti in questo forum, per me davvero prezioso. Mi chiamo Marco, sono un "pizza chef", come si dice qui in Inghilterra, alle prime armi: diciamo che da 6 mesi mi sono lanciato in questa avventura per i capricci del caso, avendo già avuto svariate esperienze di lavoro in cucina ma praticamente nessuna come pizzaiolo. Ho avuto la fortuna di avere come maestri dei ragazzi napoletani che mi hanno introdotto, a me, nato e cresciuto a Roma e amante della pizza "scrocchiarella", alla nobile arte della pizza napoletana, bordata, soffice e leggera, e devo dire che in me é nata una vera passione per l'argomento. Vengo ora al punto, da circa 3 mesi nn lavoro più per il ristorante che mi ha introdotto alla pizza ma per una catena inglese e qui ho trovato un modo di fare la pizza che sinceramente mi fa orrore, al punto che nn riesco a chiamare pizze i prodotti di tale scempio...vi descrivo il loro procedimento:

3 litri d'acqua del rubinetto (che qui è così dura da lasciare i fondi-pentola bianchi, ma la cosa nn sembra interessarli...), una quantità assurda di ldb, siamo sui 20g per litro, un sacco di olio evo, diciamo 2 bicchieri e, nella stessa "brodaglia" (mi sono dimenticato di dire che il tutto avviene in un'impastatrice a spirale) manate e manate di sale...sì esatto, nn si pesa nulla. Poi la farina, caputo blu, 15 min di lavorazione e fuori, sul banco di marmo, per 5 minuti...dopodiché staglio e dirette in frigo a 4°C senza appretto, pronte per essere infornate di lí a un'ora. Sbaglio o non sono l'unico che nn chiamerebbe il prodotto di questa lavorazione "pizza"? 

Marana Forni