LA
STAGIONE DEI SALUMI
E’
proprio nelle stagioni più fredde, autunno e inverno, che viene dedicato più
spazio in cucina e sulla tavola ai salumi. Diffuse sono anche le sagre e le
feste di paese dove il salume è di scena, solo o abbinato ad altri cibi come la
polenta, i funghi, i formaggi, ecc.
Ed
anche sulla pizza i salumi sono in primissimo piano, spessissimo è condita con
salsiccia, salame dolce o piccante che sia, con il prosciutto cotto se è
quattro stagioni, ai funghi o all’uovo e ancora con il prosciutto crudo,
soprattutto se si tratta di focaccia!
Con
il termine “salume”, s’intende, in genere, un prodotto d’origine
animale, che si ottiene mediante stagionatura e salatura.
I
salumi sono sostanzialmente suddivisi in due famiglie: la prima comprende quei
salumi ricavati da parti intere di animali, come i prosciutti, le coppe, le
pancette, ed i culatelli prodotti con carne di maiale. Ci sono poi, della stessa
famiglia, i prosciutti di cervo, di cinghiale, oggi anche di struzzo, e le
bresaole prodotte con carne di manzo.
La
seconda famiglia comprende, invece, tutta la gamma di insaccati prodotti con
carni macinate ed altri ingredienti, oltre, ovviamente, al sale indispensabile
per conservarli.
In
tutte le regioni italiane esistono produzioni artigianali o industriali di
salumi o insaccati che rendono gustosa proprio quella cucina, con specialità e
piatti tipici.
LA
STAGIONATURA
L’operazione
di stagionatura, assume un ruolo di primaria importanza nella preparazione dei
salumi. Soprattutto per il prosciutto. Quelli più pregiati sono contraddistinti
dal marchio “DOC” (come il prosciutto di San Daniele, di Parma, il Veneto,
ecc.).
Il
valore della stagionatura corrisponde all’alto livello di qualità dei
prodotti, perché la carne suina, perdendo l’acqua durante la sua maturazione,
diventa più digeribile e nutriente. Lo stesso vale anche per i salami perciò
risultano qualitativamente migliori i salami meglio stagionati e perciò più
asciutti.
IL
PROSCIUTTO
Si
tratta del salume più noto anche a livello internazionale. E’ formato dalla
coscia del maiale e la sua preparazione varia secondo la produzione.
PROSCIUTTO
CRUDO
Il
prosciutto crudo viene prodotto e stagionato in numerose regioni italiane.
La
procedura di base è pressoché uguale per tutte le qualità di prosciutto crudo
e consiste sinteticamente in alcune significative operazioni: le cosce dei
suini, accuratamente selezionate, vengono prima appese in ambienti ben aerati
per circa 36 ore, poi vengono ripulite dagli eccessi di grasso e di cotenna,
vengono quindi “massaggiati” e messi su appositi piani, ricoperti di sale.
Questa operazione avviene due o tre volte a distanza di una settimana tra un
massaggio e l’altro; i prosciutti vengono poi lavati, spazzolati, e
“stuzzicati” cioè vengono ricoperte eventuali imperfezioni con un impasto
di acqua e farina, strutto e pepe. Dopo un breve periodo di essiccazione, inizia
la vera stagionatura con tempi ottimali intorno ai 18 mesi.
Per
la buona qualità dei prosciutti è molto importante il clima del territorio in
cui si trova il laboratorio di stagionatura e, durante la giornata, l’ambiente
va aerato sempre in orari stabiliti.
PROSCIUTTO
COTTO
Si
tratta sempre della coscia del maiale disossata, posta in salamoia e quindi
cotta a vapore in appositi stampi.
Quando
i prosciutti cotti si sono raffreddati, vengono sottoposti ad una breve
stagionatura di pochi giorni e quindi distribuiti nel circuito commerciale.
Il
prosciutto cotto, indubbiamente meno costoso di quello crudo, risulta
particolarmente gradito alla maggioranza dei consumatori ed è molto utilizzato
in pizzeria. Qualche volta si sostituisce con il suo “fratello minore”, la
“spalla cotta”, che è però di qualità inferiore perché viene ricavato
dagli arti inferiori del maiale.
LA
MORTADELLA
La
mortadella, chiamato anche “Bologna” ricordando
il suo luogo d’origine, è un insaccato composto per più della metà da carne
magra di maiale ricavata dal posteriore o dalla spalla, mentre la parte
rimanente è costituita dal grasso della guancia del maiale, debitamente pulito
cui vengono aggiunti aromi come il pistacchio, il pepe, ecc.
Nella
mortadella può essere presente, in piccole quantità, anche della carne bovina
ma, in questo caso, il salume è marchiato con una sigla “sb”.
IL
SALAME
Ecco
uno dei più celebri insaccati di carne suina contenuta in budello. Un salume
molto gustoso, che fa allegria, che piace a grandi e piccini, che allieta,
insomma, la tavola di tutti i giorni.
Il
salame viene sottoposto ad una stagionatura che varia secondo la qualità e le
zone di produzione (in media da 3 a 9 mesi).
Anche
per i salami, la stagionatura è molto importante e richiede una temperatura
costante di circa 10 gradi.Condizioni termiche diverse ne comprometterebbero
seriamente il risultato finale e la qualità.
Il
salame viene prodotto in tutte le regioni italiane con varianti differenti.
Ad
esempio, al Nord, molti sono noti come salame “Felino” (perché originario
dell’omonimo paese in provincia di Parma); ma ci sono anche il salame Milano,
a grana grossa oppure l’Ungherese con pasta finissima. Al centro invece c’è
il famoso “Ciauscolo” marchigiano, dall’impasto saporito o la Finocchiona,
tipica toscana. E ancora, al Sud, il salame è più noto come Salsiccia ed è
spesso caratterizzato dall’aggiunta di semi di finocchio oppure peperoncino in
polvere.
LA
COPPA
Con
questo nome vengono identificati due tipi di salumi originari rispettivamente
dell’Italia settentrionale e centrale.
Il
primo tipo, prodotto in Emilia ed in Lombardia, è chiamato anche popolarmente
“bondiola” ed è un salame crudo ottenuto con la carne dell’omonima parte
del maiale e con le carni dell’arto anteriore del maiale.
La
coppa viene poi salata, speziata, insaccata in budelli e stagionata per diversi
mesi in ambienti asciutti e ben aerati.
Il
secondo tipo di coppa, invece, prodotto nell’Italia centrale (Marche, Umbria,
Lazio) è ricavato dalla testa del maiale ed è un salume cotto in acqua salata
con l’aggiunta di verdure. Dopo che la carne è stata disossata viene
mescolata al pepe, bucce di agrumi, pistacchi e cannella. Il composto viene
avvolto in una tela, pressato e fatto raffreddare. Essendo cotto non necessita
di stagionatura.
Questo
tipo di coppa è simile ad un salume prodotto in altre regioni e denominato
"soppressata" (ad esempio, in Calabria).
Un
altro tipo di coppa, ancora, è noto come “capocollo” (di origine pugliese)
ed è ricavato dai muscoli della parte dorsale del collo del maiale, viene
sottoposto a salatura a secco e fatto stagionare per 4/5 mesi.
ZAMPONE
E COTECHINO
Questo
insaccato è tipico modenese, composto di carni tritate di suino comprese le
cotenne, il musetto, il nervetto e le orecchie. E’ chiamato zampone perché
viene insaccato nella pelle della zampa anteriore del maiale.
L’impasto
è ben aromatizzato con sale, pepe e spezie.
Lo
zampone necessita di alcune attenzioni: deve essere consumato caldo subito dopo
la cottura. E’ un prodotto da non riscaldare perché una volta raffreddato
perde quasi tutte le sue qualità gastronomiche.
Il
cotechino è fatto nello steso modo ma insaccato in un budello semplicemente
tubolare di forma stretta e lunga.
Abbiamo
così fornito una panoramica abbastanza ampia riguardo insaccati e salumi che
fanno sempre parte della nostra cucina tipica regionale.
Di
seguito un paio di ricette gustose e particolari.
Maria
Elena Monti
ZAMPONE
IMPANATO E FRITTO
(per
quattro persone – 12 fette di zampone)
In
una casseruola fate imbiondire 30 grammi di burro con 30 grammi di farina
bianca; quando li vedrete spumeggiare, versate ¼ di latte fresco e, mescolando,
fate cuocere per cinque minuti a fuoco lento.
A
parte, salate la besciamella così ottenuta e mettete il recipiente in acqua
fredda. Rimescolate di tanto in tanto affinché non si formino grumi e
pellicine.
Immergete
in questo composto, ad una ad una, le fette di zampone e fatele avvolgere bene
di besciamella. Poi passatele in un uovo sbattuto con un pizzico di sale e,
infine, nel pangrattato premendo con il palmo della mano perché aderisca bene.
In
una padella a parte scaldate olio d’oliva sufficiente per coprire il fondo di
un paio di mm. Immergetevi le fette di zampone e fatele dorare a fuoco vivace,
rigirandole con una paletta.
Abbassate
la fiamma affinché la cotenna possa ammorbidirsi un po’.
Servite
le fette di zampone spruzzandole a piacere con dell’aceto balsamico e
accompagnandole con patatine novelle saltate in padella.
PRUGNE
AL PROSCIUTTO
Tagliate
le fette di prosciutto cotto (circa 100 grammi) a striscioline e avvolgetevi 8
prugne secche di media grossezza, precedentemente ammorbidite. Infilzatele negli
stecchini di legno e fatele rosolare in padella con 70 grammi di burro. Quando
gli involtini saranno dorati, scolateli con un cucchiaio forato e disponeteli su
un piatto di portata caldo. Guarnite con fettine di ravanello e foglioline di
lattuga fresca. Servite subito.
![]()
Bruciatori ecologici a pellet. |
![]() |
![]() |
|
|
![]() |
|
www.pizza.it by Pizza S.r.l -via Adriatica 31 - 63010 Capodarco di Fermo (FM) - P.I. 01431900446 |