LA PIZZA A CASA

Il fenomeno della consegna a domicilio della pizza, vista attraverso la testimonianza diretta delle due catene più significative, Tipico e Runner Pizza.

LA PIZZA: UNA STORIA IN CRESCITA

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un fenomeno di particolare crescita e tendenza riguardante la pizza, un piatto semplice e “povero” per antonomasia, che in poco tempo è diventato protagonista dell’alimentazione, specialmente nel consumo fuori casa.

Ricordiamo che nei primi anni ’50 a Milano, ad esempio, c’erano meno di 10 pizzerie e allora “pizzeria” significava anche latteria e osteria, ma soprattutto “pizzeria” era sinonimo di malavita e di posto dove s’incontrava gente poco raccomandabile.

Dalle sue umili origini la pizza di strada ne ha fatta tanta è oggi si può dire che rappresenta la regina del fast food e non solo.

Da una recentissima indagine condotta da AC Nielsen, la pizza è al primo posto nelle preferenze culinarie degli italiani e la stessa ricerca ha rivelato che se un italiano dovesse fare un peccato di gola, lo farebbe a tavola e proprio mangiandosi una buona pizza! 

Oltre alla classica pizza tonda, al piatto, che si gusta comodamente seduti in pizzeria, nell’ultimo decennio si è sviluppato molto il settore della pizza d’asporto, definita al taglio o al trancio, determinando la crescita di moltissimi piccoli laboratori artigiani dove si prepara la pizza e si propone insieme a crocchette, arancini di riso, patatine fritte e bibite in lattina. 

Il passaggio successivo di questa crescita è il segmento della consegna a domicilio, da circa 5 anni a questa parte si è registrato un forte incremento di questa formula, sia con l’avvento di catene e franchising mirate a questo tipo di produzione e consegna, ma anche adottata da pizzerie “comuni”, magari a conduzione famigliare, che si dotano di due o tre motorini per offrire questo servizio aggiuntivo alla clientela abituale.

IL MERCATO E QUALCHE DATO

Oggi il mercato italiano della pizza vale oltre 10.000 miliardi di lire (dati TIPICO), ed è secondo soltanto al mercato statunitense, tuttavia la consegna a domicilio rappresenta l’1% di questo mercato, mentre in America rappresenta il 15%.

In Italia, attualmente si contano circa 40.000 pizzerie di cui 18.000 rappresentano il totale tra asporto e appunto consegna a domicilio.

Anche la pizza surgelata ha conquistato la sua significativa fetta di mercato.

Per quanto riguarda il consumo domestico della pizza, è stato valutato che nel 1999 il 72% della pizza industriale è avvenuto tramite GDO, mentre il 25 % tramite altri canali.

Si stima, inoltre, che il consumo medio pro-capite di pizza in generale sia di 4,5 kg. l’anno (ed è in crescita) di cui circa 1,5 kg. riguardano le varie tipologie di pizza prodotte industrialmente.

TIPICO, UN ESEMPIO DA SEGUIRE

Siamo nel 1997, con un mercato, quello della consegna a domicilio della pizza, che promette bene ma che è ancora tutto da costruire.

Nasce a Modena TIPICO , la prima catena di punti vendita specializzati in questo settore, che inizia con l’apertura dei primi due punti vendita.

Nel 1998 i punti vendita a Milano sono già 10, entro quest’anno saranno ben 60!

Oggi Tipico conta già 35 punti vendita su tutto il territorio nazionale, l’apertura d’altri 35 punti vendita è prevista entro il 2001, mentre saranno almeno 200 entro il 2004.

Tipico gestisce diverse tipologie di punti vendita proprio per rispondere nel modo più ampio possibile alle esigenze dei consumatori; attualmente Tipico è presente in 33 centri storici, 1 centro commerciale e 1 Drive- in.

Le città più “coperte” sono Milano, Roma, Torino e Bologna.

PIZZA A DOMICILIO: UN PRODOTTO DI QUALITÀ

Lo slogan di Tipico è “Pizza fresca, consegnata calda”, la sua missione è fornire al cliente un servizio eccellente, consegnando entro 30 minuti dall’ordine un’ottima pizza calda farcita generosamente, preparata con cura e con ingredienti di qualità.

La pizza è preparata al momento dell’ordine, ed è consegnata calda, fragrante e croccante a casa del cliente.

Viene utilizzato un impasto di qualità e la pizza viene stesa a mano, poi viene farcita abbondantemente (più della media) e infine viene cotta in modo uniforme, evitando bruciature.

La scelta poi per la farcitura è davvero notevole, dai classici condimenti (acciughe, carciofini, funghetti, verdure), al grana, ricotta, gorgonzola e ancora pancetta, olive, rucola, tonno, wurstel e salsiccia.

La pizza viene consegnata a casa già tagliata a spicchi in modo da facilitarne la degustazione, è ideale anche per uffici e negozi.

L’ORGANIZZAZIONE DEL PUNTO VENDITA

Il segreto del successo, afferma lo staff dirigenziale di Tipico, sta nell’organizzazione dei punti vendita.

Il locale ha una struttura innovativa, inoltre viene curata al massimo l’igiene e la pulizia, sia del locale sia del laboratorio, altre caratteristiche sono la copertura di una zona della città entro un raggio massimo di 2 km. dal locale, attrezzature ad alta efficienza per consentire una produzione di 250 pizze l’ora, l’informatizzazione attraverso l’utilizzo di computer che gestiscono tutte le fasi del lavoro (dalla ricezione degli ordini alla preparazione della pizza fino alla consegna dal cliente).

Solitamente l’organico di un punto vendita è composto da circa 20 persone: 1 Store Manager, 2 Assistant Store Manager, e 15 collaboratori part - time.

Una cosa sulla quale, ad esempio, Tipico pone molta attenzione per la scelta del proprio personale è il dinamismo, la flessibilità e soprattutto la capacità d’interscambiarsi nei vari ruoli, infatti, i collaboratori devono, a rotazione, svolgere tutte le diverse mansioni previste dall’attività all’interno del punto vendita.

La formazione e l’esperienza dell’operatore del punto vendita, dopo circa un anno, gli danno l’opportunità di diventare imprenditore e di gestire un locale con la formula del franchising, come “affiliato” con un investimento iniziale di 70 milioni di lire.

Parlando con il dr. Lanfranco Vespertini, direttore marketing di Tipico, che ci ha fornito gli interessanti dati pubblicati, ci fa sorridere, ma anche riflettere, il paragone che ci fa tra la consegna a domicilio e quel che facevano i primi pizzaioli del secolo, quando consegnavano la pizza ai clienti trasportandola nei contenitori appoggiati sulla testa, un’immagine che veniva ben ritratta nel film “L’Oro di Napoli” di De Sica.

Il dr. Vespertini, inoltre, conferma che Tipico fa un po’ da “apripista”, perché sempre di più dopo che si apre un nuovo punto vendita Tipico in una città, si muovono anche gli altri e ne seguono l’esempio.

Rilevante è che Tipico sta facendo delle sperimentazioni nel creare un alternativa in alcuni locali, allestendo anche una sala con tavoli e sedie per la degustazione della pizza sul posto.

L’ottica è quella di creare un ambiente informale, semplice, giovane e accogliente, pensato specialmente per le famiglie con bambini e per i giovani.

COMUNICAZIONE E PUBBLICITÀ

L’originalità della comunicazione e il notevole impegno pubblicitario di Tipico ne favoriscono l’impatto col pubblico già dal primo giorno d’apertura di un punto vendita.

Molte anche le promozioni e gli sconti che vengono studiate e proposte agli avventori, come ad esempio, la possibilità per chi va ad acquistare direttamente nel locale, di avere un buono sconto di 1000 lire su ogni pizza.

Tipico adotta questa politica anche per dare modo alla clientela di visitare il locale e di rendersi conto di come e dove viene preparata la pizza che poi mangerà!

E GLI ALTRI, COSA FANNO?

Come abbiamo detto, Tipico è attualmente la catena di consegna a domicilio di pizza più diffusa e conosciuta ma si fanno strada anche altri marchi, di società sempre più invogliate da questo business.

RUNNER PIZZA sta andando abbastanza forte, partito dalla sede di Firenze, il marchio è della HD. Bargain e l’offerta al cliente è diversificata rispetto a Tipico poiché comprende oltre alla pizza, anche focacce, calzoni, carpacci e insalate.

La formula è leggermente diversa da quella di Tipico, infatti, attualmente ci sono 6 centri chiamati MASTER, per la ricezione e lo smistamento degli ordini, questi, infatti, vengono poi convogliati verso i 36 punti vendita/laboratori dove la pizza viene preparata e consegnata.

I centri MASTER sono nelle città di Firenze, Milano, Roma, Bologna, Bari, Prato, Padova, sempre aperti, 365 giorni all’anno, soddisfano circa 400.000 clienti.

La società HD. Bargain aspira ad arrivare alla produzione e consegna di 12.000 pizze nel 2003.

E’ quindi estremamente impegnata a sviluppare la sua rete di vendita finalizzata a coprire tutta Italia con 160 punti vendita.

Oggi ci sono 19 punti vendita diretti e 17 in franchising.

Ognuno di questi ultimi ha un forte supporto da parte di Runner Pizza sia per la gestione informatica sia per la formazione, la promozione e la pubblicità.

Per aprire un punto vendita Runner Pizza non è richiesta una specifica esperienza del settore, si individua un locale con almeno 2 vetrine, di 100/150 mq. che avrà i colori giallo e rosso, distintivi del marchio.

Il personale necessario è di 4/6 persone compreso il titolare; l’investimento iniziale richiesto è di 200/25° milioni di lire contro un fatturato medio previsto di circa 1 miliardo di lire.

Altri nomi, anche a seconda della città in cui ci si trova, abbastanza famosi come marchi per la consegna della pizza a domicilio, sono: TAXI PIZZA (Campania), PIZZA DOC (Piemonte), PIZZA TRANSPORT (Lazio), PRONTO PIZZA, PONY PIZZA, ecc.

Questa formula è comunque considerata come un servizio aggiuntivo per la clientela e rappresenta una forma alternativa di guadagno anche per molte pizzerie, soprattutto quelle d’asporto.

I titolari riescono ad accordarsi con ragazzi giovani, universitari, talvolta extracomunitari, e li utilizzano appunto come “pony” della pizza, in cambio di un modesto compenso. (500.000/800.000 al mese).

CONTENITORI E MOTORINI

Data la crescente e frequente richiesta di attrezzature sicure, efficienti ed affidabili per questo tipo di attività, sono davvero molte le aziende che si sono specializzate e a volte persino “riciclate” in questo settore.

In particolare servono i ciclomotori, revisionati e regolamentari, e degli ottimi contenitori termici, montati appunto sui motorini.

Questi sono importantissimi poiché devono contenere e trasportare le pizze durante il tragitto, lungo o breve che sia, garantendo al cliente di riceverle ancora perfette come appena uscite dal forno.

Non gommose, non liquefatte, con gli ingredienti al loro posto, ancora calde, fragranti e fumanti!

Insomma un onere non da poco!

Ci sono ormai diverse aziende in grado di fornire questo equipaggiamento, come la Freddy di Sarcedo (Vicenza),

Bruciatori ecologici a pellet.
Specifici per forni a legna per pizzerie e panifici

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