Due figure, due simboli, due cose
importanti accomunate dallo stesso destino, umile la nascita tra la
povera gente, sacrifici e stenti per poi raggiungere la fama
incontrastata, il successo ed il consenso del pubblico.
Sia la pizza che Totò - Antonio De
Curtis, il Principe della risata - da sempre regalano alla gente
spensieratezza e buon umore, gusto e risate, in una parola il piacere,
il sale della vita.
La pizza, lo sappiamo, è l’emblema
di Napoli, nata dall'umiltà del popolo povero che doveva ingegnarsi per
mangiare e saziare lo stomaco per una intera giornata e anche di più.
Si ricorda che nell’antichità le donne scendevano dalla collina del
Vomero cantando canzoni ispirate ai versi della poesia popolare,
mescolate alle strofe dettate dall’influenza della dominazione
spagnola e portavano sulla testa la famosa "stufa" o "stuba"
che teneva in caldo quei morbidi e bianchi panetti destinati a sfamare
la povera gente che spesso mangiava la pizza quel giorno e la pagava
dopo una settimana.
E umili furono anche le origini di
Totò nato povero con il nome della mamma - Anna Clemente - il 15
febbraio del 1898 al quartiere Sanità (oggi è uno dei quartieri più
discussi di Napoli) venne poi riconosciuto dal vero padre il Marchese
Giuseppe De Curtis, quando sposò sua madre nel 1921 e ne prese tutti i
titoli nobiliari, divenendo addirittura Principe, un cambiamento che gli
portò il nome di "Principe della risata".
Totò fu invece il soprannome che gli
diede sua madre e che in un certo senso gli portò fortuna. Come la sua
faccia, quasi "di gomma", singolare, espressiva, quel modo
unico di roteare gli occhi, di muovere il naso e la fronte, di fare
ridicole smorfie, che tanto hanno conquistato e divertito il pubblico
.... quel volto particolare, segnato da un cazzotto mollato per sbaglio
ai tempi della scuola da un insegnante mentre giocava "alla
boxe" con i suoi alunni. Gli procurò un’emorragia e poi l’atrofizzazione
del profilo e il dislivello tra le due metà del viso di un centimetro!
La pizza è diventata un vero successo
e anche Totò. A vicenda si sono prestati il nome e la fama, rendendosi
reciprocamente omaggio.
Il primo film che lo portò al
successo, dopo alcuni lavori teatrali e alcune imitazioni che però non
gli diedero subito la notorietà e il favore del pubblico, fu "San
Giovanni Decollato", a cui seguirono moltissimi titoli come
"Totò Sceicco", "Totò fifa e arena" "Totò Le
mokò", "Totò e Peppino divisi a Berlino" e molti altri
ancora.
Nel film "Miseria e
Nobiltà" Totò, preso dai morsi della fame, non riesce ad
addentare la pizza tanto sospirata! Una tra le sue tante e celebri frasi
dice: " Ti offro una bella pizza ... ce li hai i soldi?!", e
poi ancora " a proposito di politica, ci sarebbe qualcosina da
mangiare?", " nobili si nasce ed io, modestamente, lo
nacqui!".
A Totò piaceva molto la pizza,
soprattutto la Margherita, con tanto pomodoro, gustosa e semplice,
oppure anche la Marinara. Andava spessissimo a cena con amici ed il suo
locale preferito, quando si trovava a Napoli, era la pizzeria "Da
Michele", vicino al Teatro "Trianon" (palcoscenico di
glorie e successi per Totò, insieme agli altrettanto indimenticabili
Macario e Nino Taranto, che oggi è divenuto un cinema a luci rosse!).
Da "Michele" prosegue ancora oggi la tradizione pizzaiola di
quei tempi, grazie alla devozione degli eredi, e le pizze specialità
sono proprio la Margherita e la Marinara, gustate da Totò.
Molte pizzerie portano il nome di
Totò proprio in suo onore, per rendere omaggio alla sua comicità, al
suo stile, alla sua speciale napoletanità. Persino dall’altra parte
del globo, in Australia, nel quartiere italiano, nel cuore della città
di Melbourne esiste una pizzeria intitolata a Totò.
Molto spesso anche le pizze si
chiamano Totò o Bombetta (in onore del mitico cappello che solo lui
sapeva indossare a quel modo...) e permettono agli amici pizzaioli di
dare sfogo a tutta la loro creatività.
Di recente abbiano scoperto la pizza-specialità di Gaetano Esposito,
veterano pizzaiolo di Napoli, che si chiama proprio "la bombetta di
Totò", perché ne riproduce la forma, con i due lati ripieni e
aperti al centro, ed è condita con pomodorini, provola, rughetta, con i
friarielli (i gustosi broccoletti napoletani) e con la crema di
melanzane.
Non solo, ma Esposito ha anche
dedicato il suo locale a Totò, tappezzandolo di foto e immagini della
sua carriera.
Un binomio, pizza e Totò, che
riconosciamo sempre più spesso, anche all’estero, in America, per
esempio, dove qualcuno ha solo vagamente tentato di rivendicare la
paternità della pizza, peraltro senza successo. A New York sarà presto
allestita una retrospettiva cinematografica dedicata al grande Totò,
grazie all’interessamento del regista napoletano Paolo Pistolesi e
alla traduzione non letterale ma vissuta e conosciuta del professor
Gordon Poole, docente di storia nordamericana all’Istituto Orientale
di Napoli, che conoscendo bene il dialetto napoletano è riuscito a dare
il giusto senso e le sfumature alle intraducibili battute del Principe.
Anche la pizza è stata spesso
protagonista nel cinema (ma di questo parleremo in un’altra pagina) e
a lei spesso sono dedicate sagre, feste, gare e primati in piazza. E
anche a Totò una piazza è stata dedicata, nel comune di Roccasecca nel
1998, naturalmente per festeggiare degnamente l’evento, voluto e
organizzato dalla devota figlia Liliana De Curtis, si creò un menù
speciale, con tanta buona pizza data al popolo a volontà, pizza con
mozzarella e acciughe e pizza al formaggio Castelmagno, in onore di
quella città dove Totò fece il militare, Cuneo ... - "Io sono un
uomo di mondo ... ho fatto tre anni il militare a Cuneo"-
Nel 1967, il 15 aprile, Totò morì
lasciando un vuoto incolmabile per la gente comune (un bagno di folla
avvolse letteralmente la sua bara al funerale) e per i suoi compagni di
lavoro, che piangevano la perdita dell’uomo-amico e del grande,
indimenticabile artista.
Dal 1937 al 1967, Totò ha girato 97
film che sono già stati visti da 270 milioni di persone, un record
senza uguali, paragonabile forse solo, alla quantità di pizza mangiata
nel mondo, rotonda, a tranci, a fette, a spicchi, in piedi o a tavola,
fuori o a casa, in molto meno tempo, e magari sbellicandosi dalle risate
davanti a un vecchio film in bianco e nero alla tv, con Totò.