la pizza x giornalista-pizzaiolo

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la pizza x giornalista-pizzaiolo

Oggetto: HO IMPARATO AL ESTEROxpizzaiolo.giornalista
Inviato da: giornalista-pizzaiolo
Data/Ora: 19/08/2009 ore 14.29.52

Messaggio:
Marameo,
forse il senso del mio discorso non ti è chiaro. Cerco di spiegarmi in altri termini.

La pizza è un prodotto napoletano; vale a dire che quella napoletana non è la migliore pizza, ma è *la* pizza. Tutte le altre sono solo imitazioni della pizza napoletana (compresa quella al taglio romana, che è nata ad imitazione della pizza e non autonomamente da essa).
Che poi a Napoli ci siano pizzerie che non la sappiano fare (anzi, a Napoli probabilmente la maggior parte delle pizzerie non la sa fare), e che fuori Napoli ci sia qualcuno, napoletano o no, che la sa fare, poco rileva ai fini di quanto sopra affermato.
Anche a Bologna, probabilmente, ci sarà qualcuno che fa i tortellini una schifezza, ma resta il fatto che i tortellino sono una specialità bolognese.

«Focaccia farcita» non significa quello che dici tu, perché farcito è sinonimo di ripieno, non di condimento. Quello che è *sopra* un pezzo di pasta (che sia chiamato pizza, focaccia o come ti pare) non si chiama farcitura, ma condimento.

Anche il discorso che fuori dall'Italia la pizza è migliore che in certe pizzerie italiane non c'entra nulla. La pizza non è un prodotto italiano, ma un prodotto napoletano, inventato quando l'Italia nemmeno esisteva (ricordo a tutti che l'Italia esiste dal 1861, e nemmeno comprendeva Roma e le Venezie, che sono arrivate dopo). Pertanto non capisco perché dovrebbe sorprendermi che le contaminazioni, che so, austriache possono aver dato luogo a qualcosa di meglio rispetto a quelle valdostane.



Egregio giornalista-pizzaiolo
Probabilmente sei un giornalista e non anche un pizzaiolo, altrimenti dovresti sapere che nel gergo di una pizzeria si può dire (legittimamente o meno non m'interessa) FARCIRE al posto di CONDIRE, ti ringazio comunque per la precisazione. Avrai sentito senz'altro parlare di AIUTO PIZZAIOLO FARCITORE, che non è uno che "imbottisce" solo le pizze ma uno che come dici tu le "condisce" anche. Oppure si potrebbe dire: AIUTO PIZZAIOLO FARCITORE E CONDITORE, ma è troppo lungo e mi suona troppo tedesco: conditore-konditor, che poi sta per pasticciere...mmm no...mi piace di più "farcitore" dirò FARCIRE, FARCITA. La lingua come tu saprai sicuramente meglio di me è una "cosa" viva, che cambia; spesso un termine viene preso a prestito per coprire nuovi significati e non sempre si ha il tempo di chiedere il permesso all'Accademia della Crusca... Lo stesso è accaduto per la parola PIZZA. In origine poteva anche solo denominare un piatto tipico della tradizione napoletana, ma col tempo, viaggiando per il mondo, il suo significato si è esteso fino a diventare generico per descrivere quel disco di pasta coperto di pomodoro, mozzarella e altri condimenti o farciture... Lo stesso dev'essere accaduto con la parola POKER. Quando l'hanno inventato forse indicava solo un tipo di gioco, ma oggi ci sono tantissime varianti: texas hold'em, omaha hold'em, seven card-stud, five card-stud, canadian stud etc. ma tutte sono POKER. Varianti diverse della stessa cosa "madre". Anch'io quando penso ad una pizza, per prima cosa mi viene in mente la pizza napoletana, che "per me" ti ripeto è la pizza e anche la migliore! Quella con la procedura e gli ingredienti più semplici, ma la più difficile da ottenere. E vorrei che fosse così per tutti, ma altri conoscono altre pizze e tanti non avranno mai la possibilità di assaggiare una vera napoletana, ad ognuno la sua pizza! Ai napoletani il merito di aver creato forse la parola e il piatto più conosciuto e mangiato, o come dici tu il più imitato al mondo....
Cordiali saluti
217.203.13.119

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>dovresti sapere che nel gergo di una pizzeria si può dire
>(legittimamente o meno non m'interessa) FARCIRE al posto di
>CONDIRE, ti ringazio comunque per la precisazione. Avrai sentito
>senz'altro parlare di AIUTO PIZZAIOLO FARCITORE, che non è uno
>che "imbottisce" solo le pizze ma uno che come dici tu le "condisce"
>anche.
Il fatto che si dica così (guarda caso dappertutto tranne che a Napoli, che è l'unica vera patria della pizza, che è altrove è un'emigrata più o meno regolare) non significa che è corretto. Infatti nessun vocabolario di quelli da me consultati al riguardo, quando mi sono posto il problema, registra quest'accezione del verbo "farcire".

>Oppure si potrebbe dire: AIUTO PIZZAIOLO FARCITORE E
>CONDITORE,
> ma è troppo lungo
Basta solo «conditore».

>e mi suona troppo tedesco: conditore-konditor, che poi sta
>per pasticciere...
Peccato che questa sia la lingua italiana e non la lingua tedesca.
Molte parole in varie lingue si assomigliano ma significano cose diverse. Sono i cosiddetti "false friends".

>La lingua come tu saprai sicuramente meglio di me è una "cosa" viva,
>che cambia;
Questa è l'opposizione tipica di chi, la lingua (con tutto il rispetto, s'intende), non sa usarla. La lingua si evolve secondo le sue norme, non contro di esse.

>Lo stesso è accaduto per la parola PIZZA. In origine poteva anche solo
>denominare un piatto tipico della tradizione napoletana, ma col tempo,
>viaggiando per il mondo, il suo significato si è esteso fino a diventare
>generico per descrivere quel disco di pasta coperto di pomodoro,
>mozzarella e altri condimenti o farciture...
Dissento categoricamente.

> Lo stesso dev'essere accaduto con la parola POKER. Quando l'hanno
>inventato forse indicava solo un tipo di gioco, ma oggi ci sono
>tantissime varianti: texas hold'em, omaha hold'em, seven card-stud,
>five card-stud, canadian stud etc. ma tutte sono POKER.
E che c'entra, scusa? Questa si chiama dissimulazione.

>Ai napoletani il merito di aver creato forse la parola e il piatto più
>conosciuto e mangiato, o come dici tu il più imitato al mondo....
Appunto, il più imitato. Hai centrato il punto.
84.223.208.13

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>dovresti sapere che nel gergo di una pizzeria si può dire
>(legittimamente o meno non m'interessa) FARCIRE al posto di
>CONDIRE, ti ringazio comunque per la precisazione. Avrai sentito
>senz'altro parlare di AIUTO PIZZAIOLO FARCITORE, che non è uno
>che "imbottisce" solo le pizze ma uno che come dici tu le "condisce"
>anche.
Il fatto che si dica così (guarda caso dappertutto tranne che a Napoli, che è l'unica vera patria della pizza, che è altrove è un'emigrata più o meno regolare) non significa che è corretto. Infatti nessun vocabolario di quelli da me consultati al riguardo, quando mi sono posto il problema, registra quest'accezione del verbo "farcire".
RISPOSTA: IO SONO UN TRASGRESSIVO, ESSERE UN PO' IGNORANTE MI DISTINGUE...

>Oppure si potrebbe dire: AIUTO PIZZAIOLO FARCITORE E
>CONDITORE,
> ma è troppo lungo
Basta solo «conditore».
RISPOSTA: A ME PIACE FARCITORE.... DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM

>e mi suona troppo tedesco: conditore-konditor, che poi sta
>per pasticciere...
Peccato che questa sia la lingua italiana e non la lingua tedesca.
Molte parole in varie lingue si assomigliano ma significano cose diverse. Sono i cosiddetti "false friends".
RISPOSTA: POTEVI ANCHE DIRE "FALSI AMICI" SE NON AVESSI CONOSCIUTO ANCHE L'INGLESE NON AVREI CAPITO...

>La lingua come tu saprai sicuramente meglio di me è una "cosa" viva,
>che cambia;
Questa è l'opposizione tipica di chi, la lingua (con tutto il rispetto, s'intende), non sa usarla. La lingua si evolve secondo le sue norme, non contro di esse.
RISPOSTA: TE L'HO DETTO SONO UN TRASGRESSIVO.....

>Lo stesso è accaduto per la parola PIZZA. In origine poteva anche solo
>denominare un piatto tipico della tradizione napoletana, ma col tempo,
>viaggiando per il mondo, il suo significato si è esteso fino a diventare
>generico per descrivere quel disco di pasta coperto di pomodoro,
>mozzarella e altri condimenti o farciture...
Dissento categoricamente.
RISPOSTA: OK DISSENTI PURE...

> Lo stesso dev'essere accaduto con la parola POKER. Quando l'hanno
>inventato forse indicava solo un tipo di gioco, ma oggi ci sono
>tantissime varianti: texas hold'em, omaha hold'em, seven card-stud,
>five card-stud, canadian stud etc. ma tutte sono POKER.
E che c'entra, scusa? Questa si chiama dissimulazione.
RISPOSTA: DISSIMULAZIONE??DI QUALI COSE?? BOH! ...OK, ALLORA NEL DUBBIO PROIBIREMO PER DECRETO TUTTE LE VARIANTI DEL POKER PER DISSIMULAZIONE....

>Ai napoletani il merito di aver creato forse la parola e il piatto più
>conosciuto e mangiato, o come dici tu il più imitato al mondo....
Appunto, il più imitato. Hai centrato il punto.
RISPOSTA: MENO MALE! ALMENO D'ACCORDO SU QUESTO!!!

Scherzo! Sei simpatico, mi piacciono i tuoi post
ciao
cordiali saluti
[42]
217.203.13.119

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la pizza x giornalista-pizzaiolo_risposte

La dissimulazione è l'arte di deviare dall'argomento principale per confondere le idee all'interlocutore.
Si tratta di una tecnica molto utilizzata dai politici per aggirare le domande dei giornalisti.
A proposito di giornalismo, purtroppo in Italia non siamo abituati a vedere spettacoli del genere perché i nostri giornalisti (miei colleghi) sono per tradizione indulgenti (per usare un eufemismo) con i loro interlocutori, quindi, a parte qualche rara eccezione (vedi Lucia Annunziata), consentono all'intervistato di dire qualsiasi cosa che apparentemente si agganci alla domanda postagli dall'intervistatore, anche se poi prende una strada completamente diversa.
È una tecnica che, se utilizzata sapientemente, funziona molto bene anche negli esami universitari orali: il docente ti fa una domanda di cui non sei in grado di fornire una risposta esauriente, allora gli tiri fuori quel poco che ti ricordi in argomento piazzando un bel paio di parole chiave relative a qualcosa su cui invece sei preparato bene; a questo punto al docente viene spontaneo chiederti quella cosa e si sarà dimenticato della domanda precedente... Molti docenti per cercare di aggirare questo meccanismo psicologico, di cui tutti siamo vittime involontarie, si appuntano su un pezzo di carta le domande a mano a mano che le fanno.

Ecco cos'è la dissimulazione: l'arte del cambiare discorso, del rivoltare la frittata alla propria maniera. Questo intendevo quando hai tirato fuori l'argomento "poker", sul quale non posso rispondere perché non ne so nulla (ma questo è previsto dal bravo dissimulatore).

Ciao e grazie per la simpatia.
84.223.208.13

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la pizza x giornalista-pizzaiolo_risposte

io capisco cosa dite ma importante e fare quella pizza con piu di3ore lievitazione e fatta bene per tradizione come richiedono le piu vecchie scuole,saper tiralle anche mentre cammini e cosi via,la freschezza e genuinita son le prime cose sante [45]
79.129.29.156

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la pizza x giornalista-pizzaiolo_risposte

Dida, tirar le pizze mentre cammini? e perche'? dove devi andare? in giro tra i tavoli?

ragazzi, ma la finiamo di farci ste seghe mentali? la pizza e' buona e basta! certo che magari  un giornalista ha bisogno di inventarsi parolone grosse per riempire le pagine di un giornale, ma non esageriamo!

come diceva un mio vecchio collega (ma allora si parlava di computer ecc), la definizione di pizza e' come la pelle dei co**ioni  (scusate direzione se qua uso una parolaccia proibita), la puoi tirare quanto vuoi!!!

e comunque all'estero, la pizza e' italiana e non napoletana. magari in italia si sa' che viene da napoli ecc, ma all'estero tu chiedi a chiunque e per loro la  pizza rappresenta l'italia in generale, cosi' come gli spaghetti e la ferrari.

pace...
196.210.204.20

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Iscritto: 09/03/2010
la pizza x giornalista-pizzaiolo_risposte

Dove sarebbero questi paroloni che ho inventato?
Dove sarebbero le pagine di un giornale che ho riempito (questo non è un giornale, ma un forum).

Il fatto che la pizza è napoletana non l'ho di certo inventato io: è la realtà dei fatti. Come è la realtà dei fatti che è stata inventata a Napoli ancor prima che l'Italia esistesse. Ricordo sempre la storia, per chi se la fosse dimenticata: il termine "Italia" è politicamente in uso dal 1861, mentre Napoli prima era la capitale del Regno delle Due Sicilie (già Regno di Napoli, de facto confederato con il Regno di Sicilia), il terzo stato più ricco del mondo (dopo Inghilterra e Francia), il quale occupava gran parte dell'attuale territorio italiano.
Quanto sopra è indiscutibile e inoppugnabile, e le elucubrazioni mentali non sono di certo mie, ma di chi tenta in tutti i modi di mistificare la storia e dunque la realtà.

Che la pizza è buona e basta non sta né in cielo né in terra; se non è lievitata almeno 6 ore (facciamo anche 8), e non 3 come dice dida, la pizza fa schifo e basta.
Chi ha assaggiato la vera pizza, che è solo quella napoletana, è esigente e i crackers che ha mangiato apizza a Parma meritano, come dice lui appunto, di esser tirati dietro al sedicente pizzaiolo. Che ha colpa ancor più grave se ha dieci-quindici anni di esperienza, perché evidentemente, in questi dieci-quindici anni, non ha imparato nemmeno la definizione della parola "pizza" (che indica tutt'altro che un cracker).

Purtroppo fuori dall'Italia c'è una grandissima mistificazione, dovuta in gran parte all'ignoranza degli stessi italiani (di cosa stiamo parlando d'altronde?). A Pireo, in Grecia, i miei amici per esempio erano convinti che esistessero due pizze: Italian style, sottile e croccante, e Canadian style, alta e soffice. Il punto è: che cos'è lo stile italiano? Esiste uno standard pan-italiano per definire cos'è la pizza? Assolutamente no, perché la pizza fuori Napoli è fatta in mille modi diversi, dacché è un prodotto tradizionale di Napoli mentre fuori viene banalmente imitata (ancorché in maniera oramai standardizzata come è accaduto con la pizza al taglio di Roma), dunque è indifferente se viene imitata a Milano o in Australia.
L'Italia ha vita troppo breve perché si possa parlare di abitudini e tradizioni italiane; le cucine tipiche sono attestate perlomeno da duecento anni, e hanno radici molto antiche, mentre per l'appunto l'Italia esiste da appena un secolo e mezzo.
Non a caso la pizza siciliana e quella pugliese assomigliano molto di più alla vera pizza rispetto a quella che si può trovare a Milano (Milano per dire qualsiasi altro posto, Svizzera o Nuova Zelanda non fa differenza), per il semplice fatto che si tratta di territori che hanno avuto una storia comune con Napoli per quasi sette secoli, durante i quali sono stati uniti in uno stato che aveva per capitale la città di Napoli, riferimento culturale prima ancora che centro di potere politico-economico.
Per contro in molte aree dell'attuale nord dell'Italia, prima della conquista delle Due Sicilie da parte dei Savoia per il tramite di Garibaldi, fino a non moltissimi anni fa nemmeno si conosceva l'olio d'oliva, così come non si sono mai coltivati grani duri (e la produzione della pasta con solo grano duro, che al Sud era tradizione, al Nord è stata imposta per legge).
84.222.232.47

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ok mi arrendo.

oggi cambiero' le mie insegne e le chiamero' il mio posto:

Massimo's Cracker Club    [27]
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Iscritto: 08/03/2010
la pizza x giornalista-pizzaiolo

E' permesso ??

La pizza è anche sinnonimo di qualcosa di "pesante", "indigeribile", nonchè di sberla; ma perchè ??

Non è forse vero che una volta (tradizione, appunto) la pizza si impastava e vendeva nel giro di pochissimo tempo ? = pesantezza, indigeribilità; è questa la "tradizione" che si ricerca ?  Per non parlare poi di quando la pizza si vendeva in strada senza traccia di igiene..... (beh, sino a pochissimi anni fa, al porto di Pozzuoli veniva, ma forse ancora viene, non sò, venduto il pane sul lato della strada con traffico pazzesco di auto.........) "tradizione" ?? Mah............ 
Poi salta fuori che ci sono, a Napoli, un paio (2) nomi "eccellenti", e tutto il resto è noia e mediocrità..... io sono stato al Thrianon, uno dei Templi della pizza (o come si scrive) ed è stata una delusione massima......per contro una eccellente l'ho mangiata a Bagnoli, da Gennaro o' zuzzuso (mi pare si chiamasse), e chè vuol dire ??? Che, mediamente, erano sempre mediocri.

Quando sento parlare di "TRADIZIONE"....... mi viene sempre un pò di prurito....... è sicuramente vero che ci fosse più...appetito e maggiori prodotti locali eccellenti, ma non è detto che una volta tutto si faceva meglio....

Vi faccio un esempio: dalle parti mie (diciamo così anche se non è esatto), nelle Marche, Jesi, c'è sempre stato un vitigno, un'uva, un vino di nome Verdicchio; bene, sino a circa una 30na di anni fà era qualcosa di estremamente sapido, acido, altamente alcoolico; imbevibile, solo chi lo faceva per uso proprio lo consumava. Poi un certo Fazi-Battaglia ed altri lo hanno seguito, pur nel rispetto del vitigno, ha cominciato ad "ingentilirlo e, prove dopo prove, sono arrivati, oggi, ad un prodotto splendido; impensabile riproporre la "tradizione".

Quanto poi al fatto che i napoletani sia migliori (migliori "cosa" poi: lavoratori, panificatori, barman....), beh..... lasciamo stare..... stiamo a disquisire dei cromosomi dei grani e poi diciamo che uno è + bravo perchè nato in un certo posto....

Scusate l'intrusione..........

[41]  [41]

Dario.
86.193.82.22

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Iscritto: 08/03/2010
la pizza x giornalista-pizzaiolo

hai proprio ragione Dario,

ora che ci penso, quando ero giovane, era normalissimo che la mattina dopo aver mangiato una pizza (al nord.. ma con pizzaiolo napoletano doc) mi svegliassi con la bocca secchissima e lo stomaco pesante... ora che sono invecchiato e ho uno stomaco molto piu' debole, posso mangiarne quante ne voglio delle mie pizze e sto benissimo...

misteri del forno....  [40]
196.210.204.20

Ritratto di lucullus
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Iscritto: 08/03/2010
per dariofly

caro dario, (mi chiamo angelo)
quando scrivi hai quasi sempre ragione, ma stavolta UDITE UDITE ce l'hai tutta.
Tradizione ok ma cosè la tradizione ? mio padre faceva il vino (come lo faceva mio nonno) i primi due mesi lo bevevamo tutti, poi spuntava e lo beveva solo lui (come il famoso verdicchio).
Se voglio rispettare la tradizione faccio un vino adattato, lo miglioro ? se seguo la reale tradizione dopo due mesi lo devo buttare via, quindi sono costretto ad adattarlo al palato e stomaco odierno. (e si anche allo stamaco, perchè prima si mangiava di tutto)

Diamo il merito a Napoli (per convenienza e non per convinzione*) di aver inventato la pizza quella di cui parliamo oggi (punto) la qualità è un'altra cosa.
Anche Marconi aveva inventato il telegrafo senza fili, ma il telefonino è tutt'altro.
Con la parola pizza a napoli ci si riferiva alla pizza chiena, poi anche quella fritta, poi qualsiasi pezzo di pasta tirato col mattarello o percosso col palmo delle mani ((Emanuele Rocco  da "Uso e costumi di Napoli"1858 ) notare parlava di mattarello.
* Nessuno ha mai indagato se è documentato l'uso del pomodoro su pasta stirata inl altre zone, sta di fatto che i primi pomodori sono stati mangiati nell'agro sarnese nocerino (Salerno)
Amerigo Vespucci registrò il nome America, la scoperta la fece Colombo (OK) ma partì veramente per intuito alla cieca ?? o quello di Colombo fu il primo viaggio Ufficiale ??
 
79.32.203.195

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Iscritto: 09/03/2010
la pizza x giornalista-pizzaiolo

>La pizza è anche sinnonimo di qualcosa di "pesante", "indigeribile", nonchè
>di sberla; ma perchè ??
Non mi risulta che lo sia.

>Non è forse vero che una volta (tradizione, appunto) la pizza si impastava
>e vendeva nel giro di pochissimo tempo
No, non è vero.

>Per non parlare poi di quando la pizza si vendeva in strada senza traccia
>di igiene.....
E che c'entra?
Sapessi cosa ho visto vendere per strada in Inghilterra...

>Poi salta fuori che ci sono, a Napoli, un paio (2) nomi "eccellenti", e tutto il
>resto è noia e mediocrità..... io sono stato al Thrianon, uno dei Templi
>della pizza (o come si scrive) ed è stata una delusione massima......
Il Trianon non è più quello di una volta... Anche questo è noto

>per contro una eccellente l'ho mangiata a Bagnoli, da Gennaro o' zuzzuso
>(mi pare si chiamasse),
Mi sa che ti confondi con il fu Gigino 'o suzzuso di Vico Equense, quello che ha registrato il marchio "pizza a metro" (attualmente il locale si chiama "L'università della pizza").
A Bagnoli c'è 'O calamaro (di fronte alla stazione RFI Bagnoli - Agnano Terme e MetroNapoli linea 2 Bagnoli) e che io sappia a Fuorigrotta (o magari sarà Bagnoli; i due quartieri sono confinanti) c'è un Gennaro abbastanza rinomato, ma non ci sono mai stato.

>Quanto poi al fatto che i napoletani sia migliori (migliori "cosa" poi:
>lavoratori, panificatori, barman....), beh..... lasciamo stare..... stiamo a
>disquisire dei cromosomi dei grani e poi diciamo che uno è + bravo
>perchè nato in un certo posto....
Ancora con questa obiezione...
Leggiti le discussioni e vedrai che nessuno l'ha posta sul piano dei geni, ma della cultura! Che è cosa ben diversa!
84.222.232.47

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Iscritto: 08/03/2010
x dariofly

Concordo con te carissimo collega....
93.146.235.255

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Iscritto: 09/03/2010
per dariofly

>Tradizione ok ma cosè la tradizione ? mio padre faceva il vino (come lo
>faceva mio nonno) i primi due mesi lo bevevamo tutti, poi spuntava e lo
>beveva solo lui (come il famoso verdicchio).
Una cosa sono le tradizioni di famiglia, altra cosa sono le tradizioni di una città, sufficientemente consolidate (oserei dire cristallizzate) da essere standardizzabili (anche se, ovviamente, non è standardizzabile la maestria dell'artigiano).

>Anche Marconi aveva inventato il telegrafo senza fili, ma il telefonino è
>tutt'altro.
Marconi lo chiamò telegrafo, ma in realtà, come si accorsero ben presto, era la radio. Infatti trasmetteva in chiaro un segnale che poteva essere captato da più riceventi contemporaneamente.
Una telescrivente senza fili, in realtà, non è mai stata inventata (non perché non ne avessimo la tecnologia, naturalmente, ma perché non ce n'è mai stato bisogno. Da qualche anno il sistema telex è pure andato in pensione).
Comunque questi discorsi non c'entrano assolutamente niente con l'enogastronomia.

>essuno ha mai indagato se è documentato l'uso del pomodoro su pasta
>stirata inl altre zone, sta di fatto che i primi pomodori sono stati mangiati
>nell'agro sarnese nocerino (Salerno)
L'agro nocerino-sarnese non è Salerno. L'agro nocerino-sarnese è innanzitutto Nocera e Sarno, e poi Angri, Scafati, anche Pompei (che è attraversata dal fiume Sarno) e Santa Maria la Carità, forse Striano, e altri. Oggi alcuni di questi comuni fanno parte della provincia di Napoli e altri della provincia di Salerno (quando sono stati mangiati i primi pomodori il territorio non era suddiviso in province).
Peraltro ho appena scoperto che nell'area DOP rientra finanche Afragola: cosa c'entra con l'agro sarnese-nocerino? Mah...
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Ritratto di booo77
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I find a good recipe - Tortellini Salat Recipe

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