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Il 'decalogo per la longevità sana' prevede il 'disegno' diagnostico del paziente grazie alla raccolta di alcune informazioni

Rallentare l’invecchiamento in modo personalizzata, basando gli interventi di prevenzione sulla ‘storia’ di ogni singolo paziente e facendo perno sulla diagnosi precoce e sugli stili di vita sani. E’ possibile secondo Giovanni Spera, ordinario di Medicina interna presso il Dipartimento di Fisiopatologia medica dell’università ‘La Sapienza’ di Roma, che partecipando oggi nella capitale alla presentazione della Conferenza italiana per lo studio e la ricerca su longevità, invecchiamento e medicina anti-ageing (C.L.I.M.A.A.), ha parlato di un nuovo approccio contro gli effetti del tempo che passa: ‘frenarlo’ facendo leva sulle particolarità di ognuno di noi.

Basi della ‘filosofia’ sono “una diagnostica di nuovo taglio, in grado cioè di superare la divisione fra età biologica ed età cronologica – ha spiegato l’esperto – e l’impostazione di adeguati protocolli comportamentali. Si tratta in pratica di avere un preciso quadro delle condizioni di salute di un paziente, e di intervenire di conseguenza sugli stili di vita, l’alimentazione, il movimento, lo stress e l’ambiente in cui si vive. Il ‘decalogo per la longevità sana’ prevede dunque il ‘disegno’ diagnostico del paziente grazie alla raccolta delle seguenti informazioni: dati anamnestici familiari e personali; profilo metabolico e bilancio energetico; indicatori di sindrome metabolica; indicatori di rischio di malattie cardiovascolari; profilo ormonale.

Solo dopo l’individuazione di questi elementi si potranno fissare gli indirizzi per una gestione del benessere personalizzata, dettando norme di comportamento alimentare e attività fisica”. Essenziale, per invecchiare in maniera sana, “rinunciare al fumo e all’abuso di alcol – avverte Spera – nonché, per quanto possibile, allo stress. E’ importante considerare che gli individui che seguono la dieta mediterranea e uno stile di vita salutare hanno il 50% in meno di possibilità di morire. Basta mettere a tavola ogni giorno pietanze composte per il 50-60% da carboidrati, per il 15-20% da proteine, e per il 30% da grassi di cui il 10% saturi. Assumendo almeno 250-300 mg al giorno tra frutta e verdura e 400 grammi al giorno di cereali integrali”.

Roma, 18 set. (Adnkronos Salute)

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