Non è una data scelta a caso. Il 17 gennaio, indetta come giornata mondiale della pizza, celebriamo Sant’Antonio Abate, il protettore dei fornai e dei pizzaioli.
Un tempo, le famiglie dei maestri dell’arte bianca si riunivano intorno a grandi falò per onorare il Santo; oggi, quel fuoco continua a bruciare nei forni di tutto il pianeta, alimentando un settore che non smette di innovare pur restando fedele alle proprie radici.
La pizza italiana è una tradizione che unisce qualità e varietà, con una filiera agroalimentare articolata e mille varianti regionali.
In questo 2026, il World Pizza Day mette al centro tre pilastri fondamentali:
Sostenibilità: L’attenzione alle filiere corte, alle farine grigie e ai piccoli produttori locali è diventata la norma, non più l’eccezione.
Tecnologia e Impasti: La scienza della fermentazione ha raggiunto vette altissime, senza precedenti, che esalta il lavoro dei mulini italiani.
Inclusività: La pizza si conferma il piatto democratico per eccellenza, con un’offerta sempre più curata per le opzioni gluten-free e plant-based di alta qualità.
La pizza è un esempio di cucina democratica, con un prezzo che ha registrato solo un lieve aumento nonostante gli aumenti dei costi degli ingredienti. Tuttavia, c’è un divario di genere nel settore, con solo il 2% dei pizzaioli donne.
– Dati chiave:
– Presenza femminile:
– 38,5% nella proprietà
– 50,5% nella gestione della sala
– 2% come pizzaiole
- Valore: Circa 15 miliardi di euro.
- Addetti: Oltre 300.000 persone.
- Pizzerie: Oltre 88.000 attività nel 2024, in crescita rispetto al 2023, con 49.480 pizzerie con servizio al tavolo.
- Frequenza: Il 65% degli italiani consuma pizza almeno una volta a settimana.
- Tipo di pizza: La pizza napoletana è la preferita (52%), seguita da quella croccante (22%).
- Gusti più ordinati: Margherita, Diavola, Capricciosa, Marinara, Bufala.
- Driver di scelta: Qualità degli ingredienti (84%) e provenienza (76%).
- Crescita: +30% tra 2021 e 2024.
- Aziende: Circa 292 aziende, con leader come Italpizza e Roncadin.
- Quota: Rappresenta il 22,6% del settore pasti pronti.
- Aumento: L’indice dei prezzi al consumo è cresciuto da 104 (2018) a 124,5 (2024).
- Fasce di prezzo (pizzeria, pizza+bibita): Varia da circa 8 € (es. Napoli) a oltre 15 € (es. Reggio Emilia).
- Margherita: Il 63% dei locali la offre tra 5 € e 8 €.
- Gourmet: Il 44% fissa prezzi tra 15 € e 20 €.

Un Patrimonio dell’Umanità che guarda al 2026
Dall’iscrizione dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano nella lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO (avvenuta nel 2017), la percezione della pizza è radicalmente cambiata. Non è più solo “cibo di strada” o una soluzione veloce per la cena, ma un’esperienza gastronomica complessa.
La pizza napoletana è un emblema della cucina italiana, con una storia secolare e un successo planetario. È un simbolo di tradizione, esperienza e qualità, e rappresenta un business da 15 miliardi in Italia.
Gli appuntamenti della giornata

In tutta Italia, da Nord a Sud, le celebrazioni sono già nel vivo. A Napoli, l’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) guida la consueta maratona globale con masterclass in diretta da ogni continente. A Roma, i riflettori sono puntati sulla “Pizza al Taglio” contemporanea, mentre a Milano e Brescia numerosi locali propongono degustazioni speciali per omaggiare la tradizione.
Il messaggio di Pizza.it
Come portale di riferimento per il settore, Pizza.it celebra oggi non solo il prodotto, ma soprattutto le persone: i pizzaioli che ogni giorno studiano, sperimentano e mantengono viva questa tradizione. La pizza è resilienza, è condivisione, è il profumo di casa che si rinnova in ogni spicchio.
“La pizza è l’unico piatto che, appena arriva a tavola, fa sorridere tutti. Celebrare oggi significa onorare il lavoro quotidiano di migliaia di artigiani.”
Buon World Pizza Day a tutti i lettori di Pizza.it!






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